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Il Visconte di Bragelonne – Alexandre Dumas – recensione

05 August

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Il Visconte di Bragelonne ovvero la fine della saga “I Tre Moschiettieri”. Ho già parlato del piacere che provo leggendendo Alexandre Dumas in post precedenti; sono pazza della sua scrittura!

E’ soprattutto grazie a questo che sono arrivata al termine di questo romanzo. Diciamo che è un libro che non consiglierei ai miei amici. E’ troppo dispersivo, si inizia a parlare di un personaggio e poi si passa ad altro e te rimani li con la bocca storta. Io che ho visto il film “La maschera di ferro” mi aspettavo di leggere di più sull’argomento gemelli ed invece lui si limita solo ad accennare il fatto. Il Visconte di Bragelonne, ovvero Raul il figlio di Athos, ai tempi nostri si potrebbe considerare “uno sfigato“; la fortuna non è dalla sua, e questo non lo rende un eroe e quindi fa perdere l’interesse al lettore ogni volta che si accenna a qualche sua disavventura. Luigi XIV, lui si che potrebbe essere un’eroe di quelli che piacciono al giorno d’oggi: un po’ buono un po’ cattivo. Oltre a D’Artagnan che è il personaggio principale di questo libro.

Ho letto questo romanzo in formato ebook sul mio Kindle e sono andata avanti a leggerlo, fino all’80%, perchè adoro il suo modo di scrivere, ma la storia mi aveva deluso. Poi da quel punto in poi qualcosa cambia; oltre alla scrittura anche l’azione e la storia diventa appassionante e interesante. Un finale da vero Dumas, quello che mi aspettavo per tutto il romanzo.

La saga dei moschiettieri comprende tre romanzi: il primo pubblicato nel 1844 “I Tre Moschiettieri” poi nel 1845 “Vent’anni dopo” e nel 1850 “Il Visconte di Bragelonne“. Forse anche il fatto che quest’ultimo è stato scritto dopo cinque anni ha influito sulla scarsa qualità. Resto fedele al mio scrittore preferito in questo momento e continuerò a leggere quei pochi romanzi che mancano all’appello.

Sul social letterario Goodreads ho dato come giudizio finale 3 stelline su cinque; la scrittura è la sua e i suoi interventi ci sono come per esempio:

Però noi, che facciamo il mestiere d’interpretare e di rendere partecipe il lettore nelle nostre interpretazioni, mancheremmo al nostro dovere se gli lasciassimo ingorare il risultato di tale intervista. Lo troverà sufficientemente sviluppato, almeno lo speriamo, nel capitolo seguente.” (intorno al 41% del romanzo)

Autentico capolavoro!

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